
La Sicilia è una calamita
Giallo stoico sul nero dopo il fuoco
Quanti barbari ha adottato ?
Quanti sussurri d’Africa ha musicato sotto le onde di Tunisi ?
Tuniche di ceramica non rispondono .
Salgono le scale delle chiese.
Lì le loro risposte costruite da centinaia di mani e scalpelli.
Tuffi di Luna nera dalla lingua arancione
Eserciti danzanti a mani nude per toccare sassi e i frutti sono
Usciti dalle navi .
Ruggine e sospiri hanno fatto girare vento sul vento
La sete coi fichi e loro con le spine a salutare l’asfalto rotto
Come singhiozzi dal Sole del sud mentre dinosauri meccanici
Succhiano l’ultimo petrolio .
Dove sono i tramoti più lunghi ?
Stampati su pezzi di vetro per terra
Sulle targhe sbiadite del sud che si ribella
Vienimi a cercare stanotte
Insieme a Dio
Dove il traffico è lontano che si può parlare
e il tempo non ha ancora niente da dire .
Stanotte di pietra.
Con i suoi fiori neri
La pelle bianca e il sangue dei drammi e le campane sempre pronte a ricordare.
