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sabato, 29 dicembre 2007
 La mia isola è scappata o forse io. Le onde non sanno che andare in avanti verso di lei E io che vorrei capovogerle e frantumare il passato come cioccolata. Se sulla sua bocca è miele per me è veleno Se questa mente naufraga è perché vive così Alla deriva di un poi e incagliata su qualche prima. Tutto è silenzioso nei rumori ,basta una buona musica di sottofondo La finzione degli attori e una luce che sostituisca quella vera cosicché tutto sembri come lo abbiamo sempre desiderato. Siamo nuche in discesa prima del rettangolo che fa sentire voci e pop corn Siamo scimmie che imitano l’amore inventato Siamo bambini a cui vanno raccontate favole. Siamo acqua al settanta percento giravoce. Oggi nuoto con le mani, dentro un sabato,legno sotto il petto Qualche scheggia sulle dita aspettando la corrente . Grido senza vocali tanto nessuno mi trova qui L’abisso mi guarda da laggiù ma dice che è presto Ancora qualche giorno da bruciare con quel cerino che sa di sete e secca il sale. In fondo non c’era niente da dire Pensavo all’isola che sa sempre dove sta e io che la vedo andare via E in fondo non capirò mai chi dei due e fermo e chi saprà far tornare l’altro..
mercoledì, 26 dicembre 2007
 Ora che sei Nato: Salvaci dai Rapper Milanesi Dalle Scritte Cinesi Dai Vestiti Costosi o Almeno dai Loro Stilisti Dai Profumi Eccessivi Dalle Pellicce e Quelli Contro di Loro Dall’Abuso di Stupidità Contro le Nostre Intelligenze Dalle Telefonate Altrui Dalla Cronaca Vera Da Mtv e la Musica di Merda Dai Papponi che Parcheggiano Puttane in Televisione e Macchine Blu Sotto Casa Mia Dalle Mogli Di Destra e i Cantanti Di Sinistra Da Ibraimovich Dalle Nuove Offerte della Vodafone Dalle Stronzate Che Andranno di Moda quest’Anno Dagli Aridi D’Amore e gli Strozzini Dagli Interessi Sul Mutuo e i Loro Grandi Vantaggi Dalle Agenzie di Viaggi Dalle Paure Dei Potenti Dai Finti Produttori e Pure Ladri Dai Complimenti Dai Film Di Natale Dalle Zinne Artificiali Dalle Scarpe Da Donna Dall’Ignoranza della Municipale Dalle Doppie File Si , Questi Sono Quelli di Oggi. Niente più Passeggiate sulle Acque, Storielle, né Pesci. Qui non c’è più tempo e bisogna che ti dai da fare , Questo è un divanoletto ,si tira giù così, ti lascio il numero per le pizze e tenta euro,io ho un servizio fotografico e sto fuori due giorni. Quando torno ti spiego meglio,tu riposati che ne hai bisogno e poi da lunedì ti presento un’po di amici e facciamo un punto della situazione. Gli asciugamani nel mobiletto del bagno sono puliti e questo tasto si chiama play. Scegli un cd che ti faccio vedere come si fa. .
 Natali a tutti Tutti regali Tutti i Natali Frasi le stesse, Tre. Girate le parole ma scrivete quelle. Tutti dentro finestre a fette e uvette Pancette crescenti, discorsi, parenti, datteri e kung fu per i più piccoli. Eserciti di Babbi Natali assediano balconi e finestre Memorie Piene ,Giga di Rom ai semafori e Pakistani intermittenti. Grazie. Per nascere ogni volta tra le deviazioni di questa umanità. Quest’anno record di ritardo sui regali. Li farò il prossimo. Ho preso la chitarra e il sonno da portare in campagna. Parcheggiato gli amici e le frette ma con la catena così poi li ritrovo. Ho portato l’amore nei silenzi delle chiese a respirare i racconti di marmo e dipinti. Praticamente spiegano che nel cinquecento c’era più tempo per i capolavori. Vorrei vendere casa ma devo finirla di pagare e se Lui esiste e vuole , mancano almeno venti anni di trasfusioni e poco tempo per la poesia. Un'ora e sono arrivato dopo un’ aurelia nervosa e spiona . c’era una luna dispettosa la famiglia e il pesce. Bastava poco per sentire che un’angolo di mondo aspetta ancora un figlio fino alle nove e mezza. Ho bevuto pensandovi come me, in una culla che è il passato. Tra il caminetto e il cielo vestito da sposa.
giovedì, 20 dicembre 2007
 Non c’è una notte più bella se racconta un tuo sorriso. Nella memoria ,dall’altra parte della strada Quando è il contrario di un’addio e le lacrime vanno in su E le nuvole comprano l’ombrello a un pakistano E l’arcobaleno punta ai cavalli e vince una casa. Sul lago. Mi ci porti? Si Quasi domani che poi è oggi . Che non c’è tempo di parlare e infatti Roma è zitta E la notte è cioccolata indecisa quasi al tuffo nel mattino ”ha l’oro in bocca”. E i biscotti. Preparo i fiori da annusare porto il porto al porto e senza navi parto. Bevo al Portoghese che è un’amico e giro il tacco. Ti disegnerò,questo si . E Paolina invidiosa si alzerà sconfitta e licenziata. E icreduli diranno “come ha fatto a far della notte persa una notte così notte ? ”. “Che la luce vien da dentro è la risposta , eppur non c’entra. E’ la bellezza che favella e questo cor non si da pace”. Ogni silenzio è ormai vorace Aspetta il sole e il resto tace.
mercoledì, 19 dicembre 2007
 C’è un’imbarazzo piccolo Già perché io non me n’ero accorto, e se potessi dire la verità nemmeno adesso. Credo che lei me ne abbia parlato delicatamente È qualcosa che la fa sentire diversa, ma non so spiegarvelo,non riesco a vederlo. Qualcuno direbbe piccolo difetto. Già, li chiamano così. Personalmente ne ho una collezione infinita addosso e dentro. Credo siano tacche di Dio. Noi siamo il dentro delle porte. Mio padre mi ci poggiava e col coltello segnava sopra la testa ,mese dopo mese. Crescevo,poi lui è partito con le ali e sfido chiunque ad incontrarlo lassù Tra Caronte e Pietro, un’po gobbo, Ali e Fisarmonica. La tacca più grande è quella che ha segnato con il respiro prima di sognare la notte più lunga. Difetto. Segna un’altra tacca ma ci porta dagli Dei . A gridargli irriverenti insulti A parlargli senza paure e a sfidarli. Portano coraggio e… ..Che cazzo vuoi ,quando agli Dei alzi la voce ti aprono la porta e chiedono scusa. Quindi non c’è niente da dire. Ti rincontrerò lassù qualsiasi nome abbia la tua città Verrò a spiarti e i miei occhi saranno le pozzanghere e il tuo contorno il cielo. Che tanto amiamo perché poco si fa toccare..
domenica, 16 dicembre 2007
 Il cielo fa le addizioni Un’aereo passa tirando la sua paziente linea Il risultato è la luna che si affaccia sotto quest’altra domenica anche insieme al sole come se sapesse che alcuni giorni hai bisogno di tutti e due Padri e madri e pranzi e pasticcini scelti su matematiche femminili indecifrabili Un cane abbaia una volta sola lasciando ai silenzi le facciate marroni con sopra eserciti di sentinelle. Antenne con gli scudi Che succhiano le onde per i nostri occhi in guerra rivolti su un mondo pensato al posto nostro. Per tenerci su divani ad annaffiare i silenzi che non ci fanno più parlare tra noi. Dosi di sapienza confezionata da chi crede di sapere cosa vogliamo Questi occhi non si comprano davanti a un quadro, Davanti a te Davanti al mare,quello che bisogna prendere la macchina. Non ci sono bugie che tengano. Il gusto di mettere il dito. Acqua o superficie che sia. Andare sotto per un’attimo e sparare su bolle dalla bocca. Pensano che bastino milioni di cartoline a colori pettinati. Non sanno che rumore fanno le ali di un’uccello a pochi metri dalla testa. Si può registrare e riprodurre ma non si cattura l’Anima. Se ne può solo accennare un ricordo lontano. Per questo affondiamo nella pelle le nostre lame Per sentire quel sangue che ci torna animali. Che prima o poi ci risveglia. ..Se fossi qui.
 C’è un inverno in più Nei silenzi. C’è un filo di lana che ci lega agli altri dal quale non si può scappare ne ritrovarne il principio. C’è una strada Che sembra sempre la stessa ma dipende come la fai Ci sono prospettive che finiscono in un punto a matita che chiamiamo infinito. C’è l’acqua che bolle , una pianta che la tinge e tre mieli regalati . C’è freddo e ho finito i biscotti.
domenica, 09 dicembre 2007
 Bella idea Rimanere sospesi sei secondi E il pubblico ride e il pagliaccio li inchioda finchè non fingo di cadere e poi con tre dita sugli ooohhhh mi fermo sul filo d’acciaio. Viene quasi tutte la sere. E poi smerda e sputa il lama , smonta la tenda e passa da Vanda e Gilda gelosa si piega nello scatolone degli Ememems e tutti la cercano. Il giorno puzza di pneumatici e la poggia passa il lucido a terra Faccio l’equilibrista ,cioè sono uno come voi solo che sotto il culo ho un orizzonte più sottile e resistente , pochi millimetri tra il fango e la luna che simulano l’eterno in mezzo al quale ci si abita con anima piedi e noccioline. Oggi si riparte è il turno del gasolio che sposta queste case naviganti. Smontare e rimontare, per vedere quelle mani ferme nei sacchetti dei pop corn,le bocche aperte in attesa di decifrare quanto dura l’eterno tentativo di inchiodare il tempo al cielo . Viene spesso. A volte troppo e altre c’è una rete. Sapeste quanto è bello. Il rumore dei bulloni col sorriso di una scimmia. Mille bocche d’inverno che fumano a tempo. E un silenzio che sa di mattino. Che prezzo hanno le risate dei bambini ? Me lo chiede sempre il clown e io non so rispondere.
giovedì, 06 dicembre 2007
 c o n f u s i o n i L’imbianchino aveva solo il grigio Ha quasi finito Tutta la città L’ultima mano e poi la Notte Arriva ,da il cambio e spegne le marmitte come candele, una ad una e allarga le strade, fa scorrere l’acqua sopra tutti i pensieri Gli speaker spingono bottoni rossi. Provateci voi a sfoderare sorrisi e a leggere stronzate tutti i giorni facendo finta di essere in spiaggia anche se fuori c’è un novembre usuraio e meschino. Didascalico . Forse. No. Vero. Pirandello si incazzava perché dicevano che le sue storie erano inverosimili, rispondeva che bastava leggere qualche riga di cronaca di un qualsiasi quotidiano per capire il contrario . Io dico che ci aveva solo fotografato e qualcuno si lamentava perché era venuto male. Schierarsi. Ci vuole un’po ma prima o poi arriva. Nessuno è sincero ma ci vuole metodo. Ascoltare le ali. Ogni volta che un’arcangelo arriva si presenta. Nomecognomeeanima. Si riconoscono perché ti vogliono fottere,farti cadere o metterti alla prova come una discesa o un amico, “chiudi gli occhi e corri più forte che puoi, ..non c’hai core..! ” E tu Giù ! Talloni sulla schiena e il corpo che balla senza controllo ,lo zaino che esplode, Il cielo alle spalle e l’orgoglio che impenna su questa palla calamita di terra ,acqua e Mozart. L’infanzia è uno scatolone che riapro spesso. Ci trovo un sacco di silenzi che mi mancano e ancora tanti punti interrogativi da spolverare, non riesco a smettere di guardarli e mi accorgo che il divino pennuto se ne va, sorridente e sconfitto perché l’unica vittoria che ci rimane forse è proprio non averli ancora consumati tutti.
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