
Diluvio in diretta
Serie di uomini della sua vita
Uno di quelli davanti a lei
Bella,dimagrita
Capelli castani
Prima li portava chiari
Gli chiede cosa ha fatto in tutti questi mesi
Si raccontano
Hanno fatto l’amore
Tanto tempo fa
Forse lo fanno di nuovo stasera
Poi sorridono
Sembrano sinceri
Lo sono
Lui ha un bel sorriso
Lei la pelle chiara
Vicino due amiche
Sul grandino
Parlano di sceneggiatura
E di tv satellitari acquisite in parte da Mediaset
La proprietaria del ristorante svuota l’acqua dalle tende di sopra
Grande splash
Il peperoncino è nascosto nel fondo della coppetta dentro al suo bunker di cioccolato
Un cane bianco aspetta qualche padrone a casa con la coda a metronomo
I sampietrini si lucidano le scarpe
Il tevere ingrassa di scintille
Tanti piccoli plic su un prato d’acqua a poco dal bordo
Telegiornali catastrofici diranno Alluvione
Io dico che ci ho passeggiato sotto e non c’è mai stato un silenzio così bello.

A volte ho quindici anni
Come oggi.
Roma mi ha guardato ripartire
Girare senza una meta
Discreta e stretta come tutte le città consumate da secoli in ritardo
Ho attraversato quartieri e palazzi
Sfiorando terrazzi e caviglie con gli sguardi di una primavera che voleva solo piovere e adesso Lacrima ridendo,
Acqua e notte
Nelle orecchie e sulle palpebre distratte da urgenze inventate
Come inventiamo obbiettivi e timori
E come li montiamo e smontiamo ,
Sono le nostre pesanti scenografie per teatri instabili
Dove ci prepariamo per nuovi spettacoli ancora da scrivere
Le finestre fanno scena muta
Piccoli fiori rossi si affacciano da un cactus
e gli schiaffi dei pneumatici sulle pozzanghere tengono svegli i turisti con i bermuda
a dollari bagnati.
Spuntano fantasie a colori sotto sgrulloni che rimandano feste sulle terrazze.
Qualche tedesco torna a casa
L’inverno fa l’ultimo capriccio
E io accarezzo qualche curva di mondo con una vespa voluta a sedicianni e avuta a trentatré.
Perché i capricci sono starnuti
E i piccoli viaggi sono anestetici per il tempo
Il polline meteoriti
E la sabbia che piove è l’ultima canzone di questo inverno.

Ritorni
Bollicine
Chiavi dimenticate
Sonno
Frigo vuoto
Pigrizia
Quasi domenica
Bollette
Ricordi
Amicizie nuove
E antiche
Menta
Tramonti
Rumori e pigiama
Credo di aver preso tutto.